La tempesta perfetta del Coronavirus e l’auto elettrica

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Da editor Maggio 25, 2020 08:29

La tempesta perfetta del Coronavirus e l’auto elettrica

La tempesta perfetta del Coronavirus sta pesantemente condizionando anche tutto il settore automobilistico e quindi anche l’auto elettrica.

Abbiamo vissuto l’azzeramento degli spostamenti individuali, la chiusura di molte attività produttive e commerciali, il crollo delle vendite e le serie difficoltà dei costruttori di auto.

Francesco Naso, responsabile dell’area Technology & Market di Motus-E ha analizzato i vari aspetti e le azioni che potrebbero rilanciare il settore dopo il Coronavirus.

Sta per cominciare la “fase 2” con il graduale allentamento del lockdown nel paese per questo è molto importante pensare a come dovrebbe essere la ripartenza economica del dopo Covid-19.

Bisogna anche tenere presente che la Federazione Europea Transport & Environment sostiene che a tal proposito gli aiuti alle industrie andrebbero vincolati a precisi impegni di sostenibilità ambientale per incentivare la scelta verso la mobilità 100% elettrica.

Le auto elettriche

Cominciamo col dire che le previsioni di Wood Mackenzie di un calo del 43% di auto elettriche immatricolate nell’ anno in corso nel mondo, possono essere realistiche, ma saranno anche influenzate dai provvedimenti dei singoli stati.

In Italia si registra causa Coronavirus un pesantissimo meno 85% a marzo su marzo 2019 quanto a vetture vendute e andrà ancora peggio in aprile.

Ma l’auto elettrica va in controtendenza e infatti è cresciuta di quasi il 900% febbraio/febbraio e del 49% a marzo/marzo 2019. In numeri assoluti 2500 nuove immatricolazioni solo a febbraio.

Questa situazione si spiega grazie all’incentivo per l’acquisto di vetture a zero emissioni, che sta dando riscontri concreti ed è facile avere un tasso elevato quando ci si confronta con dati iniziali molto bassi.

Nel 2019 si sono vendute in Italia circa 10.500 auto elettriche, cioè una quota di mercato inferiore all’uno per cento.

E’ anche importante sottolineare che l’industria automobilistica è ben indirizzata all’elettrico, forzata dalla normativa UE sulle emissioni di CO2, e non da ultimo che la domanda è ancora modesta, ma in forte espansione.

Incentivi

Quindi per aiutare sia il mercato, sia l’economia italiana è fondamentale continuare con l’ecobonus, che sarebbe da rinforzare con fondi più consistenti per aumentare il numero di quelli che potrebbero tranne vantaggio dall’incentivo.

Cioè gli attuali 70 milioni di euro/anno dovrebbero essere quantomeno raddoppiati.

Ci sono anche però due importanti aree nelle quali promuovere l’acquisto di vetture elettriche.

Innanzitutto le flotte aziendali per le quali Motus-E ha proposto di portare al 100% la deducibilità fiscale del costo dei veicoli elettrici. Questo sia per l’uso promiscuo del dipendente, sia per quelli di altri utilizzi aziendali, che attualmente sono 70% e 20%.

Sarebbe però opportuno azzerare anche la tassazione sui fringe benefit per le auto elettriche.

L’altro fronte è invece aumentare la domanda pubblica di auto elettriche. Soprattutto in una fase di mercato con un calo di acquisti da parte dei privati.

In pratica vanno sbloccati gli acquisti di vetture a zero emissioni da parte delle amministrazioni pubbliche, tenendo presente che l’auto elettrica ha un costo iniziale più alto, ma un costo totale di possesso inferiore rispetto alle auto termiche.

Per “ciclo di vita” dell’automobile, quanto ad emissioni si considerano quelle relative all’utilizzo, con quelle associate alla produzione del mezzo e della batteria.

Questo bilancio è a favore dell’elettrico rispetto all’auto diesel.

Questo vale anche nel caso meno favorevole per l’auto elettrica, cioè la Polonia che produce la maggior parte dell’energia con il carbone.

Ciò è confermato da diverse ricerche, da quella pubblicata dall’Agenzia Europea per l’Ambiente a fine 2018, allo studio di Transport & Environment e da quello dell’Università di Cambridge.

Secondo Transport & Environment, in Europa l’auto elettrica emette mediamente una quantità di CO2 quasi tre volte minore rispetto agli analoghi veicoli con motori termici.

Conclusione

Quindi questo diventa un aspetto fuori da qualsiasi ulteriore discussione sulla questione delle emissioni di CO2 sul ciclo di vita.

L’auto elettrica non può essere la soluzione per tutti i problemi del traffico urbano, specie se si pensasse di far viaggiare tutti in auto private causa distanziamento sociale per il Covid 19.

Occorre intervenire con piani urbani di mobilità sostenibile, che si concretizza nell’elettrificazione del trasporto pubblico urbano e nella mobilità individuale tipo e-bike.

In tal senso si vedono più piste ciclabili e incentivi per l’acquisto di e-bike.

Quanto all’incentivazione per l’acquisto di mezzi elettrici per la consegne delle merci, secondo Motus-E, si dovrebbe guardare ad un piano di incentivi per rinnovare i veicoli, con bonus diretti per l’acquisto di mezzi a zero emissioni o prestiti garantiti destinati ai piccoli trasportatori.

Sarebbe anche opportuno investire in colonnine di ricarica veloci, riservandone un certo numero al rifornimento dei veicoli adibiti al trasporto merci.

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Da editor Maggio 25, 2020 08:29
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