Le auto elettriche e la domanda del petrolio

Le auto elettriche e la domanda del petrolio
Le auto elettriche e la domanda del petrolio

E’ forte l’incertezza del settore automobilistico. Tutte le case si stanno attenendo ai piani per aumentare l’offerta di auto elettriche in modo significativo nel prossimo decennio.

La pandemia di Covid-19 ha cambiato in modo importante le prospettive dell’industria automobilistica globale e delle vendite di auto, comprese quelle elettriche.

Gli incentivi governativi per la diminuzione dell’anidride carbonica e l’aumento del trasporto a basse emissioni nel mondo post-virus, potrebbero accelerare la transizione energetica e spostare grandi volumi di petrolio dall’utilizzo per il trasporto su strada.

Comunque il mercato globale dell’auto avrà difficoltà quest’anno. La penetrazione dei veicoli elettrici, soprattutto se i governi promuoveranno il sostegno ai veicoli a emissioni zero, invece è destinata a crescere. In questo modo erodendo la quota dei veicoli convenzionali con motore a combustione interna.

Quindi la domanda di carburanti per autotrazione, che rappresenta quasi la metà del totale della domanda globale di petrolio, è destinata a ridursi.

Secondo un’analisi Reuters realizzata in collaborazione con Constellation Research & Technology, su 27 case automobilistiche analizzate Tesla è il produttore più maturo e con la maggiore forza per guidare l’industria automobilistica verso il trasporto a emissioni zero.

Ci sono poi le cinesi BYD e BAIC e la tedesca Volkswagen.

Questo gruppo ha gli obiettivi più aggressivi quanto a modelli di veicoli elettrici del settore. Ma al momento Volkswagen non ha ancora dimostrato le sue capacità nella produzione di massa nei veicoli elettrici. Al momento è al top tra le case automobilistiche nelle vendite di SUV termici.

Il Coronavirus

In ogni caso le prospettive a lungo termine delle vendite di auto elettriche sono ancora brillanti, nonostante lo shock del Covid-19.

Quindi le vendite delle auto tradizionali sono destinate a diminuire quest’anno. Anche quelle dei mezzi elettrici, ma in percentuale inferiore secondo il nuovo Long-Term Electric Vehicle Outlook pubblicato dalla società di ricerca BloombergNEF (Bnef) recentemente.

Saremo a meno 23% quest’anno sul convenzionale, mentre l’elettrico soffrirà del 18%.

“Le vendite di veicoli elettrici resistono meglio dei veicoli a combustione nella maggior parte dei mercati. Questo a causa di un arretrato di ordini, di nuovi modelli e di una politica di sostegno in Europa e in Cina in particolare”, ha detto BNEF.

Il Coronavirus non sta seriamente perturbando solo l’industria automobilistica. Infatti sta anche “sollevando difficili questioni sulle priorità delle case automobilistiche e sulla loro capacità di finanziare la transizione”, si legge nel report di BNEF.

Le prospettive di vendita di veicoli elettrici a lungo termine sono ancora brillanti. Le vendite di mezzi elettrici sono destinate ad aumentare da 1,7 milioni nel 2020 a 8,5 milioni nel 2025 e 54 milioni nel 2040, sempre secondo BNEF.

La percentuale di mezzi elettrici nelle vendite globali di auto nuove salirà al 58% nel 2040 dal 2,7% nel 2020.

Secondo BNEF le motivazioni per una più ampia diffusione dei veicoli elettrici saranno il continuo calo dei prezzi delle batterie, i nuovi modelli di veicoli elettrici e la pressione politica per la decarbonizzazione in molti paesi.

Conclusione

“Entro la metà di questo decennio le auto elettriche raggiungeranno la parità di prezzo iniziale, senza incentivi, rispetto ai veicoli a combustione nella maggior parte dei segmenti, ma c’è un’ampia variazione a seconda della regione”.

Quindi l’elettrico porterà a stabilizzare la domanda di petrolio che poi inizierà a diminuire.

Alcuni analisti hanno già ipotizzato che il picco della domanda di petrolio sia stato raggiunto. Gli stessi petroliferi, come BP e Shell, non escludono questa convinzione.

“Una conclusione è che c’è una buona probabilità che il percorso della domanda di petrolio possa essere permanentemente inferiore a quello che ci aspettavamo alla fine dello scorso anno”.

Gli analisti di Wood Mackenzie hanno ipotizzato uno scenario di “crescita più verde”. Ciò prevede un aumento significativo del sostegno politico alle iniziative ‘green’, in cui la domanda di petrolio è destinata a salire ancora nel 2020, prima di iniziare a scendere drasticamente andando verso il 2030.

“È probabile che la realtà si mescoli e si combini con elementi diversi da questi scenari. Alcune regioni spingeranno con forza sull’ acceleratore della transizione energetica, mentre altre si concentreranno maggiormente sullo sviluppo delle industrie manifatturiere nazionali e sulla protezione dei produttori di energia esistenti. Ma la maggior parte dei probabili cambiamenti vanno nella stessa direzione: verso una crescita più debole della domanda di petrolio”, ha detto Wood Mackenzie.

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