Il Coronavirus non fermerà l’elettrificazione dell’auto

Il Coronavirus non fermerà l’elettrificazione dell’auto
Il Coronavirus non fermerà l’elettrificazione dell’auto

Il Coronavirus potrebbe causare una fermata o quantomeno un rallentamento nel processo di elettrificazione dell’auto, poiché la pandemia e la crisi economica sono strettamente interconnesse tra di loro.

Questa situazione implicherebbe perciò un calo dell’interesse per l’auto elettrica per il suo costo superiore all’auto tradizionale.

Inoltre la tecnologia ibrida plug-in, come pure quella 100% elettrica comporta sistemi di ricarica che richiedono anche investimenti importanti in nuove infrastrutture.

Quindi, l’auto di nuova tecnologia nel difficile scenario economico dei prossimi anni sarà completamente fuori mercato.

Il crollo del mercato dell’auto

A supporto di queste considerazioni c’è anche il crollo senza precedenti del mercato dell’auto in tutti i paesi.

Infatti non si pensa all’auto mentre si fa la guerra al virus e ancora meno a cercare nuove soluzioni.

C’è anche infatti la caduta del fatturato in quasi tutti i settori dell’economia.

Ciò implica perdita di posti di lavoro e di potere d’acquisto, cioè poco denaro, e ancora meno interesse per tecnologie elettrificate, che sono anche più costose.

Inoltre l’altra considerazione è che servirà parecchio denaro per tamponare con interventi pubblici la caduta del mercato, i fermi produttivi e gli adattamenti necessari nella lunga fase del distanziamento sociale e della grande attenzione ai comportamenti dei singoli per impedire la ripresa dell’epidemia.

Ciò vuol dire che se il denaro serve per far sopravvivere interi settori produttivi, non può però essere usato per investimenti sulle infrastrutture necessarie alla diffusione delle auto elettrificate ricaricabili.

Allo stesso modo non si può pensare ad un ritorno significativo dell’auto tradizionale sul mercato.

L’Europa

Nel crollo dei mercati dell’auto in tutta Europa infatti c’è il “segno più” proprio per le auto elettriche 100 % ed elettrificate.

In Italia a marzo abbiamo registrato un calo del 85%, mentre in totale tra Germania, Italia, Francia, Regno Unito, Spagna, il calo è stato del 56%.

Però in Germania, Regno Unito e Francia aumentano le immatricolazioni di elettriche plug-in ed elettriche 100%, in modo ben significativo.

In particolare i veicoli a zero emissioni sono cresciuti del 56 % in Germania, del 145 in Francia e del 197 in Gran Bretagna.

I pochi soldi che avremo da spendere durante la lunga crisi economica quindi saranno spesi con grande attenzione. Si tratterà più di investimenti, sia per le famiglie che per le imprese, di spesa intesa come semplice costo.

Quindi investire significa guardare a tecnologie che promettono di durare nel tempo, non a tecnologie superate, anche se convenienti nel breve.

Nei prossimi anni il mercato dell’auto avrà numeri senza dubbio inferiori rispetto agli anni pre-Coronavirus,.

Ma all’interno di quei numeri però le vetture elettrificate aumenteranno il loro peso.

Anche in termini assoluti, andando a costituire la vera e solida ossatura sulla quale crescerà il mercato dell’auto del futuro.

Investimenti

La questione degli investimenti pubblici e dell’indirizzo dato dal governo agli investimenti privati, non è pregiudicata a priori anche in uno scenario condizionato da Coronavirus e crisi economica.

La rinascita economica si basa infatti su significative opere, che inquadrate in una visione moderna, non sono soltanto ponti, autostrade, stadi o roba simile, ma anche le grandi opere del presente e del futuro, come infrastrutture di servizio per il bene comune.

Non dobbiamo dimenticare infatti che anche l’istruzione, la ricerca e la sanità, come ci insegna con brutalità l’esperienza Coronavirus, dove c’è la necessità di investire per il nostro futuro.

Ma anche grandi reti, come quella delle telecomunicazioni, dell’energia e, in modo specifico, dell’elettricità intelligente.

L’auto che si ricarica dalla presa elettrica fa parte di almeno due di queste reti strategiche per il futuro di ogni società: la rete delle telecomunicazioni e quella dell’elettricità.

Gli investimenti per far evolvere queste due reti continueranno e speriamo aumentino nel prossimo futuro, proprio per farci uscire dalla crisi.

I problemi ambientali

C’è poi da non dimenticare che all’auspicata fine della pandemia ci aspettano gli stessi problemi ambientali ante Coronavirus.

Le emissioni si sono ridotte momentaneamente con il fermo generalizzato e planetario di moltissime attività.

Ma il cambiamento climatico è un problema che ci aspetta, che non è stato ancora né affrontato, né tantomeno sconfitto.

L’esperienza del Coronavirus e la questione ambientale saranno gli aspetti che condizioneranno il nostro futuro.

Quindi le problematiche ambientali dovremo affrontarle anche con la crisi economica e l’elettrificazione dell’auto è una delle possibilità a nostra disposizione, quindi non potremo abbandonare lo sviluppo e la diffusione dei veicoli a zero emissioni.

L’aspetto psicologico

C’è poi l’aspetto psicologico a chiarire ulteriormente il quadro nel rapporto tra Coronavirus, crisi economica ed elettrificazione.

Non si esce da una crisi guardando al passato, ma con uno sguardo determinato al futuro.

Non c’è grande crisi della nostra storia che si sia conclusa con mercati caratterizzati da tecnologie obsolete.

Al contrario, all’uscita dal tunnel si ha addirittura voglia di balzi in avanti dal punto di vista tecnologico.

L’arrivo su larga scala e con un peso importante, in relazione al totale del mercato, delle tecnologie di trazione auto altamente elettrificate, Plug-in Hybrid, Elettrico 100% e financo idrogeno, può essere addirittura accelerato della crisi economica che ci attende.

E’ sicuro che si venderanno meno auto, ma quelle che saranno immatricolate saranno in larga misura elettriche, comunque a tecnologie avanzate.

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